TOP AUDIO & VIDEO SHOW – ROMA 9-11 MARZO 2007

Finalmente…
Perché ?come prevedibile- la fiducia è stata accordata ed il Governo marcia ancora più pimpante (mi si passi l?immagine ? retorica!) verso nuovi lidi: Afghanistan, Dico, Pensioni.
E lì ricomincerà il teatrino: Andreotti si solleverà dallo scranno ?sagomato? (visto i servizi di Striscia?) e sdegnato abbandonerà l?aula; i senatori dell?Udeur frigneranno perchè non vogliono le nuove norme sulle coppie di fatto; la sinistra radicale premerà su Prodi perché non prenda in considerazione nuove norme in materia di revisione dell?età pensionabile (ricordate lo squallido siparietto di Porta a Porta: Borselli che diceva si e la Palermi che ribadiva il suo no! Terzo mondo politico!). E così potremmo ancora continuare, salvo che il nuovo ?portavoce unico? non abbia ricevuto il potere di zittire anche le voci contrarie e il Professore non si presenti al popolo con la solita aria paternalistica a ribadire che comanda lui e che gli altri devono stare zitti e rigare dritti!
Un filino dittatoriale, forse, ma ci riuscirà?
Non credo: i Rossi ed i Turigliatto si sono già espressi (oltretutto, fuori dai loro partiti, cosa hanno guadagnato nel votare la fiducia? Il secondo ?sicuramente- l?espulsione! Ed allora ?). I Mastella e gli Andreotti anche.
E non credo che serva molto per capire che questa ?maggioranza? puzza già di stantio ed è già pronta alla prossima scuffiata: ma succedendo tutto ciò, questa volta, il Presidente Napoletano avrà il coraggio delle proprie azioni? Rimanderà nelle legittime mani del popolo ogni ulteriore decisione?
Democraticamente ce lo auguriamo, in molti. Solo le urne potranno ridare al paese la giusta rappresentanza e toglierci dall?imbarazzo quotidiano dei rimbalzi di responsabilità da un estremo all?altro della pseudo-coalizione di governo, quando si toccano argomenti scottanti.
Nel frattempo, però, occorre che all?interno dell?opposizione si decidano le strategie e le politiche di leadership una volta per tutte. Diversamente potrebbe sfuggire una grossa opportunità e ripetersi la debacle della scorsa primavera, quando il pestare i piedi di qualcuno ha generato una emorragia di voti estremamente dannosa.
Un saluto finale lo merita Follini, che è riuscito nell?intento di creare un?italia di mezzo ? un po? di qui ed un po? di là. Sono convinto che gli elettori lo sapranno premiare alla prossima tornata: gli lasceranno l?italia ma lo toglieranno ? di mezzo! Almeno spero.
Scorrendo qualche indice di Google, ho recuperato questa affermazione: ?Le stelle sono in numero invariabile di dodici, simbolo della perfezione e della plenitudine?. Ohibò! Forse ho trovato il bandolo della matassa. Che il nuovo espediente escogitato dal Professore sia tutto in quella affermazione? Certo, riproporre dieci buoni propositi avrebbe richiamato qualcosa di estremamente importante ma ? si può far di meglio! Allora dodici! Facciamo realmente felici gli italiani.
Diamo loro un ?simbolo di perfezione? e, perché no, anche di ?plenitudine?: Parole che ?da sole- riempiono la bocca. Un figurone! Ma sarà veramente così? Non voglio entrare nel merito delle promesse/proposte: si commentano da sole e ci sarà tempo per analizzarle più avanti, se del caso, a ?fiducia avvenuta? (anche se non me lo auguro).
Facilmente un altro elemento può essere preso in considerazione: che sia il ?collante? che li tiene uniti? E se il collante, dopo molti mesi, fatica a continuare ad essere il nemico Berlusconi, cosa sarà mai questo ?brodo primordiale?? Forse per collante occorre proprio intendere qualcosa che li sta legando inscindibilmente (e fisicamente) alla mitica ?cadrega?, quella che Aldo, Giovanni e Giacomo hanno riportato in auge nel loro film (tre uomini e una gamba, credo)?
Mi viene alla mente un altro aspetto del contratto, debitamente da tutti sottoscritto: il sinallagma!!! Fantastico, ma ? cerco di chiarirmi questa idea e Wikipedia mi aiuta: ?è un elemento costitutivo implicito del contratto ad obbligazioni corrispettive, quello cioè nel quale ogni parte assume l’obbligazione di eseguire una prestazione (di dare o di fare) in favore delle altre parti contraenti esclusivamente in quanto siffatte parti a loro volta assumono l’obbligazione di eseguire una prestazione in suo favore.?
Certo, molto tecnico, ma ?altrettanto probabilmente- sufficientemente chiaro per comprendere.
Individuiamo le parti: il Professore da un lato, la sua maggioranza dall?altro. Ovvero: io ci metto la faccia, voi ?non rompete le scatole?? Prestazioni corrispettive! O ancora tra il Prodi-bis ed i transfughi dell?altra parte; tra la ?nuova? maggioranza ed i nuovi ?ministri in pectore? (magari alla sanità); tra la sinistra riformista e la sinistra radicale. Esempi ne potremmo fare a iosa. Ed intanto si va avanti fino al prossimo intoppo!
Forse, ma poiché non mi convinco facilmente, continuo con Wiki e mi vengono i brividi!
Resto sul sinallagma, sulla reciprocità ed ecco che trovo un drammatico esempio: ?Un caso classico di contratto sinallagmatico è il contratto di compravendita, nel quale una parte si obbliga a corrispondere una quantità di denaro o di altro valore fungibile esclusivamente solo in quanto l’altra parte le trasferisce la proprietà di un bene o di un diritto;?
Purtroppo di questi scenari si è parlato a lungo in questi giorni, in tutte le salse. E come ben dice il saggio Senatore Andreotti, ?a pensar male ??. Allora mi fermo: ai posteri l?ardua sentenza. Magari già giovedì prossimo.
Le decisioni che il Governo sta assumendo per arginare la violenza nel calcio, non potranno che avere un impatto positivo. E questo è un augurio che ci dobbiamo fare tutti.
Meno convinzione, a mio avviso, stanno suscitando le decisioni in materia di ?chiusura degli stadi?.
Emerge chiaro che la violenza non è tanto dentro quanto fuori dai complessi sportivi. E questo non solo a Catania, ma anche a Bergamo, a Brescia e via discorrendo.
Difficilmente le due tifoserie si scontrano in ?campo?, correrebbero troppi rischi, esistono troppe barriere (e chi invece non ricorda le ?mitiche corse? ?passatemi il termine- da una curva all?altra durante il derby di Milano, con tanto di polizia che inseguiva gli uni e gli altri? Roba d?altri tempi! Ma gli stadi erano ?aperti?, percorribili da una parte all?altra. Oggi non più).
Fuori dallo stadio, invece, è ?campo aperto? e ci si può facilmente affrontare con ogni mezzo o sistema.
Quindi ritengo che la polemica sugli stadi sia pretestuosa.
Vogliamo forse ritenere che i signori Prefetti che hanno concesso le deroghe ?nei mesi scorsi- siano dei pressappochisti, poco lungimiranti, incapaci di difendere la salute pubblica? Non ci credo! Forse il ministro Amato ha preferito fare menda della propria decisione in presenza di una tragica coincidenza. Ma sono altrettanto convinto che pericolo non c?era prima, così come pericolo non c?è dopo. Le ?tragiche coincidenze? possono capitare in ogni luogo, non solo negli stadi.
Sarei più drastico con l?obbligo della nominatività del biglietto e con più attenti controlli all?ingresso di questi luoghi (telecamere, controllo dei documenti, etc.) come deterrente per i delinquenti!
Il calcio è spettacolo e senza pubblico perde il suo requisito fondamentale.
Vogliamo credere che i rischi di Messina-Catania possano essere esclusi solo perché si gioca a porte chiuse? E che le porte chiuse non possano indurre i tifosi ad accalcarsi attorno all?impianto per urlare il loro appoggio alla loro squadra? E? già successo, nel bene fortunatamente, durante le partite di Champions giocate dall?Inter a porte chiuse. Senza incidenti! E siamo convinti che due ore d?auto possano fermare dei facinorosi?
Più attenzione e controlli sull?ordine pubblico, sulle vie adiacenti agli stadi, cordoni di controllo attorno alle strutture per accentuare la difficoltà degli spregiudicati. Ma chiuderli no, non sono d?accordo.
I delinquenti che vorranno offendere il calcio e ciò che ruota attorno a questo mondo esisteranno sempre, perché la mamma dei cretini è sempre incinta! Ma occorre riportare la serenità in questo mondo e chi meglio lo potrà fare se non il pubblico dei ?Tifosi?, quelli veri? Quelli che con la loro presenza ed il loro atteggiamento positivo potranno aiutare l?ambiente a ?rifiutare? le frange estremiste!!
Io percorrerei questa strada, fidando nella positività della gente (anche se ?me ne rendo conto- sarà un impegno crederci) ed evitando ?ancora una volta- di mescolare il tutto in una salsa agrodolce, che non soddisferà nessuno e ?probabilmente- scontenterà tutti!
Pensare a venerdi scorso, alla tragicità di quei momenti, all?assurdità di certi avvenimenti è dovere di ognuno di noi. Che sia o meno legato al mondo del calcio perché lo pratica, lo guarda, fa il tifo o ne sia disgustato. Che sia donna, uomo, bambino. Ognuno con il proprio taglio d?immagine, di coscienza e di cuore.
E quindi ONORE AL POVERO FILIPPO RACITI!
Ma da ciò a trasformare la tragica vicenda in un fatto calcistico credo passi molta strada. E? incidentale che un episodio di violenza possa avvenire nell?intorno di uno stadio, non consequenziale. Quelli non sono tifosi, sono delinquenti. E non mi stancherò mai di ripeterlo, essendo stato per oltre venticinque anni uno di quelli che frequentava San Siro ad ogni ricorrenza, magari non proprio in mezzo agli ultrà, ma sfogando in modo sano la propria passione. Poi arrivò SKY e ? molte cose nel tifo sono effettivamente cambiate, compresa la qualità degli spettatori, forse. E il mio più comodo sedersi in poltrona a tifare la squadra del cuore. Ma i distinguo devono essere comunque fatti. Altrimenti sarebbe inutile qualunque discorso!
Inutile come i nostri politici che cercano di nascondersi dietro il dito dell?ipocrisia: la legge c?è e c?era. Bastava applicarla! Invece, anche dopo la tragedia si leggono le dichiarazioni di parlamentari ben noti (della sinistra radicale, purtroppo: Cento, Caruso per citarne alcuni) che ?manganellano? (mi si passi la figura) le forze dell?ordine anziché cercare di tutelarle! Lo stesso Ministro degli Interni non può ?rinunciare? all?ordine pubblico, ?rinunciare? a garantirlo anche allo stadio, dove và la gente comune, la gente per bene, e ?in piccola parte, per fortuna- vanno anche i delinquenti! Occorre che i nostri tutori dell?ordine lo possano essere per davvero, con i giusti mezzi e ?soprattutto- con i giusti poteri, non dovendosi sentire sminuiti per il ruolo che ricoprono e per le aggravanti che li colpirebbero se ?sbagliassero?! Si, perché ogni loro reazione sarebbe comunque uno sbaglio, un eccesso, una cosa che si doveva evitare! Poi ?sfortunatamente- talvolta ci scappa il morto ? qualcuno, non poliziotto, finisce per avere intestata un?aula in parlamento, a mo di santificazione; qualcun altro, poliziotto ? è morto. Punto! Ma questa non è giustizia, non è tutela del cittadino. Le forze dell?ordine devono avere il diritto di svolgere il proprio compito fino in fondo, senza remore. E allora ?signor Ministro- forse certi episodi si potrebbero evitare, evitando soprattutto di piangerci sopra, dopo.
Perchè incolpare il calcio di queste responsabilità? Può succedere (e succede, succede, anche l?altra notte ed a Milano, non nel posto più sperduto del paese) che risse e scontri accadano intorno ad una discoteca, ad un impianto di basket, ad un concerto o in un qualunque luogo ove possa radunarsi la gente. Il rischio c?è. Ma non si chiudono le sale da ballo, non si smette di fare concerti, non si interrompono le altre manifestazioni.
Ricordate cosa si diceva in materia di terrorismo? Occorre indignarsi, condannare ma anche dimostrare di non aver paura! Show must go on ? chi si ferma è perduto e sarà sempre più vittima di coloro ?per fortuna pochi- che non hanno nulla da perdere nel creare caos, confusione, paura e tensione!
Il fermo ai campionati è sbagliato! Mi si spieghi cosa è voluto significare il blocco delle categorie giovanili, che ?invece- avrebbero potuto rappresentare la più bella ?manifestazione di protesta? sul territorio, dal basso, dalla gente, per significare che ?non ci arrendiamo?! Invece anche i vertici della FIGC hanno preferito rivoltare la frittata e approfittare di una situazione contingente per fare di tutta l?erba un fascio: ?tutti colpevoli, perché non avete rispettato le disposizioni!?. Al contrario, penso che le maggiori responsabilità siano proprio dei vertici che omettono i controlli e/o consentono le deroghe (in accordo con la pubblica autorità locale), salvo poi fare come i coccodrilli e piangersi addosso. Il calcio ha sicuramente molte cose da rivedere, ma non può essere il capro espiatorio di una situazione sociale disagiata. Sempre che, alla verifica dei fatti, di disagio sociale si tratti perché, se sono vere le prime informazioni, penso possa chiamarsi solo ed esclusivamente ?delinquenza?, fine a se stessa.
Ed allora che oggi siano assunte decisioni sagge e slegate dall?emotività del momento, dalle varie code di paglia e dal tentativo di colpevolizzare un?intero mondo che ?tra le sue tante colpe- questa, ritengo, non debba sentirsela!
Che si faccia prevenzione, che si tutelino tutte le categorie interessate, ma che si proceda con fatti non con parole. E che i fatti siano concreti, definitivi, sia nei modi che nei tempi. E, per questa volta, comunque concordo con Tonino Matarrese, presidente di Lega Calcio: ?lo spettacolo continui?! E presto!!! Il Calcio, quello vero e con la C maiuscola, se lo merita, comunque!!
E si, anche questa volta il nostro amato (?!?) governo esterna ed esterna con un autogol!
TELEFISCO 2007, intervento dell?On. Visco ?sottosegretario addetto alle tematiche fiscali- così commenta la domanda dell?intervistatore (fonte Il Sole 24 ore) che gli chiede il perché di manovre retroattive, contro il disposto dello Statuto del Contribuente: ?Mi dispiace, perché mi rendo conto dell’impatto non positivo che queste scelte hanno spesso avuto, specialmente sui professionisti. Ma se non fossimo stati in una situazione di emergenza non avremmo certo messo in atto azioni che ci hanno resi impopolari.? Che non è una risposta, ma un?ammissione di colpa, certamente! Emergenza?!?!
Incredibile, perché, quasi contemporaneamente, il nostro ci informa che nelle casse dell?Erario sono entrati oltre 37 miliardi di euro ?inaspettati?, ovvero oltre il 10% in più rispetto allo scorso anno.
Mi vengono spontanee alcune riflessioni.
Il nuovo governo commissionò al povero Faini una due diligence dalla quale scaturirono le peggio magagne del precedente esecutivo: buchi, errori, mancanze. Ma forse, non me ne voglia l?autore, fu semplicemente una manovra propagandistica che si auto-smentì!
Il maggior gettito c?era! Bastava attendere i tempi giusti!
Oggi la chiamano ?tax compliance?, rispetto delle regole, ma da loro intesa come ?vi abbiamo terrorizzati ecco che adesso pagate?, almeno sentendo le affermazioni di Visco ma anche di Di Pietro ed altri.
Di fatto, il maggior gettito iniziò fin dal primo semestre, quando i nuovi eletti ancora non avevano preso possesso dei gangli di controllo e non avevano emesso alcun provvedimento. E soprattutto i giochi erano fatti: esercizi sociali e bilanci chiusi. Ed il terrore era ancora fuori gioco.
Ma di bufale se ne leggono tante, da far paura, come quella che attribuiva le maggiori entrate al versamento di maggiori acconti in previsione di pericoli e controlli. Evidentemente ?oltre che al pressappochismo- dovremo abituarci all?ignoranza che si cela dietro certe affermazioni, dimostrazione dell?assoluta non conoscenza dei meccanismi.
Ma tornando allo Statuto vituperato, ho deciso di conservare questo articolo di Visco, perché ci potrà essere estremamente utile in futuro, quando saremo costretti a tutelarci o tutelare i nostri assistiti che avranno deciso di non ?subire? ulteriormente provvedimenti retroattivi e si comporteranno in base alle regole precedenti.
Sarà bello capire se i giudici tributari, di fronte ad una reale ammissione di colpa, come questa, avranno la forza di accogliere le ns. istanze. A meno che i nostri amati governanti non intervengano con provvedimenti ad hoc per sanare questa situazione e porci ancora nella condizione di non poter far valere i nostri diritti! E? già successo, purtroppo!
Perché ci vuole tanto ardire ad emanare regole con quelle del provvedimento Bersani/Visco e della Finanziaria ?di risanamento?, talune retroattive, in presenza di maggiori flussi monetari del tipo rilevato! Ma il loro ardire non è mai troppo!
E perché le bugie hanno le gambe corte, e troppe volte sono utilizzate dai politici per avvalorare le proprie tesi ed i propri provvedimenti, specie quando sono poggiati sul nulla.
Tax compliance? Ma ci faccia il piacere!
Il tema delle liberalizzazioni occupa pesantemente la cronaca di questi giorni. Goffi tentativi, di chi li propone, di far passare questi provvedimenti come la panacea. Basta leggere la pagina d?intestazione della relazione governativa: ?per rendere migliore la vita di tutti i giorni? oppure ?per rendere l?Italia più competitiva nel mondo? ? e già si vede il faccione che dietro spunta e sorride dicendoci ?son qui per farvi felici!? allargando le braccia!
Altrettanti pesanti risposte dell?opposizione che censurano questi interventi come pressappochisti e minimali rispetto alla reale esigenza del mercato.
Soprattutto gli interventi che definirei ? a sproposito? di qualche Ministro che, mentre viene varato un provvedimento ?almeno in pectore- meritevole di attenzione, taglia drasticamente la strada delle liberalizzazioni con un decreto in completa antitesi: quello sulle televisioni.
Mi sembra fondamentale questo aspetto, non per una difesa fuori luogo del presidio berlusconiano sulle reti Mediaset (che poi sono aziende della sua famiglia e mi sembra illogico contestare le sue auto-tutele) ma per un più realista richiamo alla libertà d?impresa che il decreto Gentiloni sicuramente vessa.
L?imposizione -per legge- di un limite fisico alle potenzialità di un gruppo economico è qualcosa che ricorda vecchie teorie dirigiste e stataliste non certo meritevoli di essere ri-applicate.
La liberalizzazione del mercato radio-televisivo non si attua attraverso la compressione delle attuali componenti ma mediante l?offerta di opportunità a nuove iniziative imprenditoriali in quel settore. Ampliare il mercato non vuol dire togliere a qualcuno per dare a qualcun altro (come peraltro questo Governo ama decisamente fare)!
Ma siamo sicuri che ci siano o ci vogliano essere nuove imprese nel settore? Da anni, dai tempi del buon Cecchi Gori, con tutto quello che gli capitò, Telemontecarlo compresa, passando per i vari Peruzzo e compagnia cantando, si assiste all?entrata in scena di più o meno piccole realtà che cercano di raccogliere le briciole che questo mercato lascia, almeno nell?analogico. La 7, oggi, ne è un esempio lampante: piccola realtà rispetto alle altre, che si è ritagliata il suo spazio, anche e soprattutto grazie all?interesse che certi suoi programmi generano. Ma è anche l?unico esempio!
Il tema del digitale è sicuramente diverso, Sky insegna, ma anche qui l?impressione è che o decide di investire nel settore qualche colosso delle TLC o saremo sempre di fronte a piccole iniziative che non potranno mai scalfire il duopolio esistente. O ci limiteremo a trasposizioni in digitale di realtà operanti in analogico.
Sono fermamente convinto che il decreto Gentiloni cercherà di porre un ?sinistro? freno all?ulteriore crescita di Mediaset, ma creerà danno anche in RAI. E ciò non servirà a niente e a nessuno. Farà solo crescere il disappunto generale. Non il mercato!
La televisione di oggi manca di temi, di programmi e di idee, più in generale. Ieri sera (lunedì 29 gennaio) i palinsesti erano tutti men che poveri, disastrosi. Possibile?
La vera concorrenza la dovrebbero fare i programmi, le idee ed i palinsesti, non il legislatore.
E speriamo che ciò accada, che si seguano i segnali di attenzione lanciati da Catricalà, che si eviti di porre due fronti contrapposti in una tenzone che non premierebbe nessuno.
Che si faciliti, anche con agevolazioni, la creazione di un terzo polo televisivo ?e magari di un quarto- ma che sia un terzo polo di contenuti e non una nuova casa di poteri più o meno forti.
E che sia lasciato al mercato di far crescere chi merita e di affossare chi non merita.
Come un mercato libero vorrebbe fosse. Almeno in teoria.
Che piacere si può provare ascoltando il nostro amato (?!?) Presidente del Consiglio che ?come con bolla papale- arringa il popolo informandolo che il Governo sta operando per ?eliminare dall?economia lacci e laccioli?, riferendosi agli interventi in materia di liberalizzazioni appena approvati? Idealmente dovrebbe essere un gran piacere: vuoi vedere che finalmente la burocrazia viene azzerata, che gli uffici pubblici inzieranno a funzionare meglio, che verranno tagliati gli sprechi, che che che ?. Che forse non è vero nulla o è tutto vero ma è gran poca cosa rispetto all?ipotizzabile?
Apro un articolo del più noto quotidiano economico e leggo ?in un riassunto- che i provvedimenti a favore delle imprese consistono nel facilitare l?apertura di nuove realtà, attraverso un modulo unico di iscrizione che consentirà di ottenere in tempo reale una ricevuta attestante il via libera alla nuova attività. E mi passano in testa una serie di considerazioni: ma non era stata da poco introdotta una disposizione che impone a chi apre una partita iva di garantire l?Erario che pagherà l?iva incassata, eventualmente utilizzando apposite polizze e, comunque, dopo adeguata verifica da parte degli organi competenti sulla sua moralità? Allora non capisco: liberalizziamo e cancelliamo il provvedimento precedente o fingiamo di liberalizzare ma quella ?comunicazione unica? avrà poco valore nei fatti? Pensando a lacci e laccioli mi ero illuso di vedere che avrebbero abrogato l?obbligo degli elenchi clienti e fornitori, ad esempio. E ?per rendere migliore la vita di tutti i giorni? sarebbe stata buona cosa.
Come le misure a favore di parrucchieri ed estetisti, per cui basterà solo la dichiarazione di inizio attività da presentare al Comune. Bisognerebbe arguire, quindi, che è decaduto l?obbligo di disporre dei requisiti professionali precedentemente richiesti? E? stata abrogata la legge 1/90 in materia di attività estetiche? No: occorre che i requisiti siano comunque presenti, questo si legge nella relazione del Governo, quindi si abolisce esclusivamente la licenza come per tutte le altre attività commerciali ?non food?. E? un gran passo avanti, ma cosa liberalizza? Si vogliono togliere le esclusive alle professioni ma non ai parrucchieri? Complimenti!
Purtroppo l?informazione, in questo senso, mostra carenze pesanti e fa sembrare elefante quanto è effettivamente topolino.
Pensate al divieto di pubblicità ?ingannevole? per le compagnie aeree: in quasi tutti i telegiornali ed anche nei lanci dei quotidiani si parla e si legge di ?compagnie low cost?. Ma a pag. 6 della relazione presente sul sito del Governo, si legge che tale divieto è posto a tutte le compagnie, prescindendo dalla loro qualificazione. D?altronde è vero: quante volte siete abbagliati dall?esposizione di un prezzo fantastico, inferiore a 300 euro, per un viaggio negli USA e poi scoprite che tra costi supplementari per il carburante, tasse aeroportuali, diritti d?agenzia andrete ?invece- a spenderne più di 500? E chi ve lo propone è una compagnia di bandiera? Spesso, anche troppo!
Mi auguro che, al di là delle polemiche -forse inutili e sterili di benzinai o giornalai (perché la benzina si vende già negli ipermercati ed i giornali anche: di che liberalizzazione ulteriore stiamo parlando?)- leggendo meglio il provvedimento appena sarà disponibile, si possa individuarne un momento di reale convenienza per i cittadini.
Perché l?interesse comune è trasversale, bipartisan e l?eliminazione di certi balzelli o di certe barriere è sicuramente da applaudire (pensate ai costi di ricarica dei cellulari o all?abolizione dei vincoli contrattuali attualmente in essere con compagnie telefoniche o di altro tipo).
Ma sarà così nella realtà? A noi accertarlo, verificarlo e ?finalmente e se del caso- denunciarlo.
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